Ettore Mendicino

Percorso prioritario · Genitori e giovani calciatori

Vuoi sostenerlo. Non vuoi aggiungere pressione.

Un percorso per genitori di giovani calciatori e per i ragazzi stessi, costruito da chi quel campo l'ha vissuto per quindici anni: la pressione, il giudizio, l'errore, i provini, le scelte fatte troppo presto.

Giovane calciatore seduto a bordo campo
Demo

[Segnaposto fotografico — da sostituire con scatto originale approvato]

Ti riconosci?

A quattordici anni un ragazzo può sentirsi giudicato ogni domenica. A casa, spesso, nessuno sa come parlargliene.

  • Torna a casa deluso e non riesce a parlarne
  • Gioca bene in allenamento e si blocca in partita
  • Ha paura di sbagliare e smette di rischiare la giocata
  • Vive il giudizio dell'allenatore o della tribuna come un verdetto
  • Sta affrontando un provino, un cambio squadra o un infortunio
  • Come genitore non sai se spingere, difendere o fare un passo indietro

Cosa cambia

Benefici realistici, per due persone diverse

Per tuo figlio

  • Riconoscere le proprie risorse, non solo i propri errori
  • Strumenti concreti per la pressione e la concentrazione
  • Un'identità che non dipende dai minuti giocati

Per te come genitore

  • Un linguaggio per parlare di sport senza aumentare l'ansia
  • Chiarezza su cosa è tuo compito e cosa non lo è
  • Uno sguardo esterno di chi ha vissuto quel percorso

Come lavoriamo

Tre passaggi, nessuna formula

  1. 01

    Comprendere

    Ascolto il momento reale: che cosa accade in partita, cosa si dice a casa, cosa fa paura.

  2. 02

    Definire la direzione

    Distinguiamo gli obiettivi del ragazzo da quelli della famiglia, e diamo un nome a entrambi.

  3. 03

    Costruire strumenti

    Routine pre-partita, gestione dell'errore, dialogo in famiglia: cose allenabili, non slogan.

Colloquio tra coach e genitore attorno a un tavolo
Demo
Sessioni
60 minuti, online o in presenza a Fiumicino, Roma e provincia
Primo incontro
Gratuito, con il genitore e, quando ha senso, con il ragazzo
Durata
Nessuna durata standard: il percorso resta flessibile
Coinvolgimento
Il ragazzo non viene mai portato: viene accompagnato

Domande frequenti

Le domande dei genitori

Devo essere presente alle sessioni di mio figlio?

Dipende dall'età e dal momento. Spesso il primo incontro è con il genitore, poi si lavora con il ragazzo in uno spazio suo. Concordiamo insieme cosa condividere e cosa resta riservato.

Mio figlio non vuole. Ha senso insistere?

No, e non lo farei. Possiamo iniziare con te: molte cose cambiano già quando cambia il modo in cui, in famiglia, si parla di prestazione.

Da che età si può iniziare?

Lavoro con adolescenti e giovani atleti. Per i più piccoli il percorso si rivolge principalmente ai genitori e, quando previsto, allo staff tecnico.

Questo percorso garantisce risultati sportivi?

No, e diffida di chi lo promette. Lavoriamo su consapevolezza, gestione della pressione e fiducia: la prestazione ne beneficia, ma non è una formula garantita.

È una forma di supporto psicologico?

No. Il coaching non sostituisce il supporto psicologico, psicoterapeutico o sanitario. Se durante il percorso emerge un bisogno di quel tipo, te lo dico con chiarezza.

Iniziamo da una conversazione

Il primo incontro è gratuito e dura circa un'ora. Serve a capire se questo percorso è utile per tuo figlio e per te. Se non lo è, te lo dico.

Il coaching non sostituisce il supporto psicologico, psicoterapeutico o sanitario.

Preferisci scrivere?

Raccontami in poche righe la situazione: ti rispondo personalmente.

Rispondo personalmente, di solito entro due giorni lavorativi.